La Stomatite Aftosa

Trattiamo un problema che prima o poi ha toccato e toccherà buona parte della popolazione, la stomatite aftosa. Si tratta di piccole ulcere non infettive. Il problema è assolutamente benigno ma ciò non toglie che sia doloroso o quantomeno ampiamente fastidioso, con guarigione spontanea o accelerata tramite semplici rimedi.

Cosa è la Stomatite Aftosa

La Stomatite Aftosa, si stima, colpisce circa il 20% della popolazione ma l’impressione è che tale percentuale sia sottostimata in quanto molti non si rivolgono al medico per questo problema, sfuggendo, quindi, alle statistiche ufficiali.

Il nome di questa malattia deriva dal Greco antico in cui “Afta” significa ulcera della bocca mentre il termine stomatite significa infiammazione della bocca. Si comprende, quindi, come la Stomatite Aftosa stia ad indicare una condizione infiammatoria localizzata alla bocca e caratterizzata particolarmente dalla presenza di ulcere.

L’ulcera, piccole lesioni o piaghe, si localizza su guance, labbra interne, lingua, gola, in genere sotto forma singola isolata ma talvolta si possono anche riconoscere più ulcere raggruppate.

Come si presentano le afte

Le ulcere si presentano come piccole vescicole tondeggianti del diametro di pochi millimetri che potrebbero essere confuse con le lesioni dell’herpes labialis per differenza di aspetto e di causa oltre che di localizzazione.

Le lesioni da Herpes, infatti, solitamente si localizzano al di fuori della bocca, sulla parte esterna del labbro, sul mento, sulle narici, sulle guance al massimo, ovviamente nella parte esterna, sempre.

Le lesioni da Herpes sono produttive, secernono un liquido che contiene i virus che l’hanno causata e per questo sono contagiose per contatto, tramite baci, l’uso comune di bicchieri eccetera mentre le lesioni aftose non contagiano affatto.

Curiosamente i fumatori raramente sviluppano una stomatite aftosa, probabilmente perché il fumo crea nella bocca un ambiente ostile all’instaurarsi dell’infezione o forse per un’azione inibente della nicotina sullo sviluppo di queste lesioni.

Cessando di fumare spesso si assiste all’insorgenza di afte che scompaiono riprendendo questo vizio.

Cause della Stomatite Aftosa

Le cause precise della Stomatite Aftosa non sono del tutto note, si sa che le sue prime manifestazioni si verificano già nell’infanzia e l’adolescenza con una certa periodicità che si protrae anche per diversi anni prima di scomparire con l’approssimarsi all’età adulta.

Gli scienziati ritengono che siano coinvolti i Linfociti T che svolgono un’azione mediata da diversi altri fattori scatenanti quali:

  1. deficit nutrizionali, in particolare carenza di acido folico, vitamina B12, ferro
  2. Traumi locali
  3. Stress
  4. Alterazioni ormonali come quelle che si verificano, ad esempio, durante il ciclo mestruale
  5. Malattie di vario genere che indeboliscono il sistema immunitario
  6. Predisposizione genetica e molti altri fattori ancora

E’ piuttosto frequente che la stomatite Aftosa insorga a seguito del morso accidentale dell’interno della guancia o al labbro interno oppure anche un lavaggio eccessivamente vigoroso dei denti che va a ledere la delicata mucosa delle gengive che si estende al labbro.

Inoltre sono più soggetti a questo problema coloro i quali soffrono di altre patologie tra cui, ad esempio, la Celiachia, ,malattie intestinali, malattie autoimmuni, AIDS ed altre ancora.

Cura delle lesioni aftose

In realtà non esiste una cura specifica per le lesioni aftose che tendono alla guarigione spontanea nel corso di 7-10 giorni ma è possibile agevolare la guarigione con semplici rimedi.

E’ opportuno evitare cibi piccanti che possono aumentare il dolore e rallentare la guarigione mentre possono essere d’aiuto alcuni cibi come Yogurt, latte, gelati, questi ultimi soprattutto per l’azione antidolorifica generata dalla bassa temperatura.

Le nostre Nonne usavano mettere un po’ di “pasta al Cebion” sulle afte per accelerare la guarigione e sembrava funzionare egregiamente. Certamente è utile provvedere ad un’accurata igiene orale che evita la possibilità di una sovrinfezione batterica dell’ulcera che rallenterebbe la guarigione e peggiorerebbe il quadro del problema.

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